Diario

A come Abruzzo
(un’Ave Maria e mezza, gioielli e lupi )

Thursday April 6th, 2017

Partiamo da qui. La stanzetta del bed e breakfast nel centro di Scanno è silenziosa e di notte ho l’impressione di sentire i lupi e gli orsi. Non fuori, non è che proprio li abbia visti ma li sento dentro di me, li so. Mi agito, sento cigolare il vecchio letto. Spero che R non si svegli.

Penso alla strada percorsa e Intuisco di essere passata da luoghi molto belli che mi apparivano a piccole porzioni intermittenti illuminati dai fari dell’auto. Credo di aver visto delle pareti rocciose aspre in cui la strada è stata tagliata con abilità. Sembravano formazioni calcaree, grezze, rivelate dalla luce tagliente e concentrata. Le gole del Sagittario, hanno anche un bel nome. Immagino che da un momento all’altro in mezzo alla strada potrebbero apparire i musicanti di Brema, nella versione notturna come in quella foto. O magari un lupo, magari…

Arriviamo a Scanno la sera tardi, affamati. Subito in trattoria ci scaldano con una zuppa di legumi da insaporire con cinque tipi di peperoncino messi su un piatto in ordine crescente dal più dolce al più piccante, a scelta. Io faccio la bulla e parto dal più forte. Voglio dimostrare che anche al Nord ce la facciamo a mangiare il fuoco ma questa volta quasi svengo. Sono buonissimi, si comperano qui: http://www.lucavalire.com/

Ci volevo venire da tanto tempo qui a Scanno perché nelle foto di Giacomelli e Cartier-Bresson il paese restituiva di sé un’aria fiera, di popolo antico e ben piantato, resistente. Quasi un’isola o un pianeta.