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Diario

L’avvocato Geppetto
Cuccù!

6 aprile 2017

Non ho telefonato, non mi sono annunciata. A volte sento che è meglio così. Entrerò dritta con le mie incertezze e parlerò con quel signore che fa bellissimi fischietti, o cuccù, pronti via.

Anni fa in un breve soggiorno a Matera mi ero comperata un cuccù. E’uno strano galletto in terracotta colorata, un talismano contro gli spiriti maligni e di buon auspicio per la fertilità. Ce ne sono di tantissime forme e dimensioni, io mi sono comperata un piccolino classico e ancora oggi ogni tanto ci fischio dentro. Ma da questo divertente filmato si evince che le dimensioni del fischietto sono considerate importanti.

E’ un oggetto arcano e misterioso sulla cui maternità (con la m) si danno battaglia Altamura, Gravina in Puglia e Matera in Basilicata. Ma in fondo poi l’importante è che continui a esistere e che qualcuno tenga viva la tradizione e lo faccia con amore. (https://www.behance.net/gallery/35653365/Bussare-per-visitare-le-Cola-Cola)

Arriviamo a Matera di nuovo la sera tardi e ancora affamati. Ci accoglie Luciana nel suo magnifico alloggio tra i sassi (Il sasso e la seta B&B). E poi di corsa verso il ristorante, ci perdiamo nei dedali su e giù, spinti dalla fame e rotti di stanchezza. Seduti finalmente a tavola alle 10.30 di sera abbiamo a fianco una famiglia con bambini piccoli e isterici di sonno, la radio settata su una stazione di brutta musica italiana. R si alza e capovolge la cassa per attutire il suono, siamo nervosi ci verrebbe da litigare un po’ tra noi ma poi passa.

Fave e cicoria, un buon bicchiere di bianco e diventiamo buoni come questo pane.

E poi è San Valentino (cuoricino).

Sulla strada al rientro verso casa, dalle tenebre sbuca Martino, un ragazzo simpatico e molto ubriaco. Mi dice che sono stronza ma poi chiede se può venire a casa con noi. Ci chiama bastardi e quindi ci invita in un locale a bere – ancora? Ad un certo punto dice di essere di Scanno e io gli racconto che veniamo giusto oggi da Scanno, che coincidenza! Ma poi scopro che non è vero, lui è di Matera ce lo dicono degli amici che incontriamo poco dopo nel bar in cui ci ha portati. E allora ci beviamo un Lucano, sembra di essere nello spot ma con la regia di Jonesco. Cosa vuoi di più dalla vita?

Più tardi, a casa, notte fonda. Ci immergiamo nella vascona interrata del bagno di Luciana. Una meraviglia fuori misura, stiamo comodissimi.

Sembra una metafora più che una vasca, bigger than life.

La mattina R si sveglia all’alba e scatta foto dai tetti di Matera con una luce bellissima. Poi torna a letto e facciamo l’amore. Mi sembra felice – io lo sono.

Ci guardiamo attorno, i dettagli sono tanti e tutti belli, distribuiti a sorpresa nella camera luminosa.

 

R mi fa notare che alla parete è appesa una strana foto di matrimonio, un gruppo di teatranti truccati e mascherati stanno intorno a una coppia di sposi proprio molto tradizionale.

 

Più tardi Luciana ci accoglie con una colazione sontuosa e ci parla del suo lavoro di attrice, degli anni trascorsi a Napoli, delle fatiche e delle occasioni che Matera ha e rischia di perdere con la candidatura a capitale della cultura del 2019, della sua passione per il teatro.
Io le dico che conosco un bravo gruppo di Cesena, il Teatro della Valdoca, e lei mi risponde che sono proprio quelli della foto in camera nostra, venuti anni prima in città per un festival. Et voilà.

Matera è bellissima e basta. Mi piacciono anche i difetti.

Ci aggiriamo come storditi e poi prendiamo la strada verso il negozio di Geppetto che ricordiamo abbastanza bene.

Non ho telefonato, entro diretta.

Parto con il disco, racconto chi sono e cosa voglio e mentre lo faccio mi rendo conto di quanto è facile dirlo ma quanto è difficile saperlo. Non è che io sia così sicura come sembro, ma sembro e questo convince gli altri e anche un po’ me.

Marco però è perplesso. Dice che non riesce a stare al passo con la produzione per la grande richiesta dei suoi splendidi fischietti a cucù, non crede che metterli online sia una buona idea. Ma è alle prime difficoltà che si sveglia la tenacia, per il resto sono una pigrona. E poi io a questi Fucecchio ci tengo troppo. Insisto. Sento che così tutto diventa più umano, si comincia a fidarsi uno dell’altra.

Mi racconta che lui è stato avvocato ma era stufo delle scartoffie e si è messo a fare quello che era il lavoro del nonno, l’artigiano/artista. Gli amici da principio gli chiedevano se davvero pensasse di poter vivere così e lui a questo punto può rispondere che sì, ce la fa fin troppo. Mi dice che non vuole ricominciare a star dietro a troppe cose, che intanto posso fotografare una piccola selezione di pezzi poi si vedrà. Avanti tutta!

Ci diamo appuntamento nel pomeriggio, nel frattempo io e R andiamo a mangiare una crapiata (Qui la ricetta della Crapiata) e poi passeggiamo nel sole lucano in quel luogo senza eguali dove ci sembra di camminare direttamente nella verità (citando la zia Anna).
Alle 16 puntuali torniamo nella bottega di Geppetto e scattiamo le foto. Parliamo ancora e tanto, il laboratorio è bello e ordinato, un piccolo mondo cucito su misura.

I cucù sono bellissimi, per il momento ne abbiamo selezionato solo uno, li potete vedere e acquistare qui (www.matria.it). E come al solito, ce n’est qu’un début.

E’ ormai sera quando partiamo, ci lasciamo Matera alle spalle ma la luce che ci ha messo dentro non si estingue.

 

Domani ci aspettano Franco a Grottaglie e i ricci a Savelletri. Daje, vita.

 

 

 

 

 

 

 

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